
Canali di gronda, pluviali e scossaline: come scegliere i componenti giusti per il rifacimento del tetto
Nel rifacimento di un tetto l'attenzione va spesso al manto di copertura, mentre il sistema che raccoglie e scarica l'acqua viene deciso all'ultimo momento. È un errore che si paga negli anni: una gronda sottodimensionata trabocca durante i temporali, un pluviale mal posizionato bagna la facciata, una scossalina mal risvoltata lascia entrare l'acqua lungo il muro. Canali di gronda, pluviali e scossaline vanno scelti insieme, come parti di un unico sistema.
Nell'officina di Potenza, L.C.A. Sistema Edile produce la lattoneria edile che serve a chiudere un tetto a regola d'arte, dai canali di gronda alle copertine, lavorando ogni elemento su misura.
Il sistema di raccolta delle acque: come lavorano i componenti
Il percorso dell'acqua piovana è semplice da descrivere. La falda la convoglia verso il bordo, il canale di gronda la raccoglie e la porta ai bocchettoni, i pluviali la scaricano a terra o nella rete di raccolta. Le scossaline, invece, non trasportano acqua: proteggono le zone dove il manto incontra un altro elemento, come un muro d'attico, un camino, un lucernario o la testata di una falda.
Se uno di questi componenti è inadeguato, l'intero sistema ne risente. Per questo la scelta parte da tre informazioni di base: la superficie delle falde che scaricano su ciascuna gronda, la pendenza del tetto e la posizione possibile dei pluviali lungo le facciate.
Canali di gronda e pluviali: sezione, forma e posizione
La sezione del canale va proporzionata alla superficie di falda servita e all'intensità delle piogge della zona: più ampia è la falda, maggiore è la portata che la gronda deve smaltire nei momenti di pioggia intensa. Le forme più comuni sono la sezione tonda, tipica degli edifici tradizionali, e quella quadra o sagomata, che si integra meglio con le architetture squadrate e con le coperture in pannello.
Il canale deve avere una leggera pendenza verso i bocchettoni, così l'acqua non ristagna e non deposita sedimenti. I supporti, detti anche cicogne, vanno distanziati in modo da sostenere il peso dell'acqua e dell'eventuale neve senza che il canale si imbarchi. Sulle tratte lunghe va considerata la dilatazione termica del metallo, che allunga e accorcia il canale con gli sbalzi di temperatura.
Nelle località di collina e di montagna, Potenza compresa, gli inverni con neve non sono rari, e la gronda deve sopportare anche il carico del manto nevoso che scivola dalla falda. In questi casi si valutano supporti più ravvicinati, spessori adeguati e, sul tetto, sistemi fermaneve che trattengono la neve evitando che si scarichi tutta sul canale.
Il numero dei pluviali dipende dalla lunghezza delle gronde e dalla portata da smaltire. Un pluviale in più distribuisce meglio il carico ed evita che la gronda trabocchi quando un bocchettone si ostruisce con foglie o detriti. Il diametro va coordinato con la sezione della gronda, mentre il tracciato dovrebbe evitare curve inutili, che rallentano il deflusso e favoriscono gli intasamenti. All'imbocco si possono installare griglie parafoglie, che trattengono i detriti più grossi: non sostituiscono la pulizia periodica, ma ne allungano gli intervalli.
La posizione ha anche un peso estetico. I pluviali disegnano linee verticali sulla facciata e possono essere collocati in corrispondenza degli spigoli, delle lesene o dei cambi di materiale, così da integrarsi nell'architettura. Alla base, lo scarico va raccordato al pozzetto o alla rete di raccolta in modo da non bagnare il piede del muro.
Scossaline e converse: dove servono e come si sceglie la sagoma
Le scossaline proteggono i bordi e i raccordi verticali: la sommità dei muri d'attico, i fianchi dei camini, il perimetro dei lucernari, le testate delle falde. Le converse, invece, sono gli elementi che raccolgono l'acqua nei compluvi, cioè nelle linee in cui due falde si incontrano formando un canale interno. Entrambe devono avere risvolti abbastanza alti da superare il livello che l'acqua può raggiungere con il vento e sormonti che seguono la direzione del deflusso. Nei rifacimenti è frequente trovare scossaline murate nell'intonaco, che con il tempo si staccano e lasciano filtrare l'acqua dietro la lamiera: un profilo di chiusura superiore, la controscossalina, permette di rinnovare la sigillatura senza demolire.
La sagoma si definisce sul manto di copertura e sulla muratura da proteggere, ed è qui che la produzione su misura mostra il suo valore. L.C.A. Sistema Edile realizza canali di gronda, pluviali e scossaline prodotti su misura in lamiera zincata preverniciata, alluminio, acciaio e rame, rilevando le dimensioni sull'edificio prima della lavorazione. Lo studio del progetto viene prima del preventivo.
Una scelta corretta comprende anche i fissaggi: staffe, collari e viti si scelgono in funzione del supporto, perché la tenuta di una scossalina dipende anche da come è ancorata. Sulle coperture in pannello, colmi, guarnizioni e viteria per le lamiere completano il sistema.
Manutenzione e segnali da non trascurare
Anche la lattoneria meglio progettata richiede attenzione: servono controlli periodici e la pulizia da foglie e detriti, per evitare che l'acqua ristagni o trabocchi, soprattutto dopo l'autunno. Macchie sulla facciata, gocciolamenti lungo i pluviali o tracce di ruggine sulle giunzioni sono segnali da verificare subito. Se gli stessi problemi si ripresentano dopo ogni riparazione, il difetto sta probabilmente nel dimensionamento o nella sagoma degli elementi, e conviene rivederli in occasione dei lavori.
Il rifacimento del tetto è il momento giusto per ripensare l'intero sistema di raccolta, e non solo per sostituire i pezzi esistenti con altri uguali. Chi vuole verificare sezione delle gronde, posizione dei pluviali e sagome delle scossaline per la propria copertura può chiamare lo 0971 1895915, contattare il cellulare 392 4698966 oppure scrivere a info@lcasistemaedile.it indicando misure e tipo di manto.
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